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Il mio cammino di Santiago. Got Santiagu. E ultreia! E suseia! Deus Adiuva Nos.

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16 Agosto: La Partenza È il pomeriggio del 16 agosto e l'emozione è palpabile. Tra poche ore prenderò un aereo per Santiago, e non riesco a trattenere l’entusiasmo per ciò che mi attende. Il volo parte da Milano Malpensa alle 6 del mattino, con arrivo previsto a Santiago per le 8. L’aeroporto è stracolmo di persone in partenza per le ferie di agosto, ma il mio viaggio ha un significato diverso: sto per iniziare il Cammino. 17 Agosto: Arrivo a Santiago Santiago mi accoglie con un cielo grigio e nuvoloso. Appena uscito dall’aeroporto, osservo i volti pieni di aspettativa di chi arriva e quelli stanchi di chi è in partenza. Mi dirigo subito all’Oficina del Peregrino, vicino alla Cattedrale di Santiago, per ottenere la Credencial del Peregrino, il documento essenziale per il pellegrino. Dopo aver acquistato la mia credenziale, inizio il mio primo spostamento: prendo un autobus per Lugo, poi un secondo per Sarria, punto di partenza del mio Cammino. Anche se l’obiettivo iniziale era pros...

Il mio compleanno

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Qualcuno mi ha chiesto quanti anni compio… Impossibile dirvi la mia età, cambia tutto il tempo. Roba da fisica quantistica. Pensate che delle volte le persone mi dicono che sono infantile, altre volte che sono proprio una persona matura. Mi sa che sono un infantile maturo o un maturo infantile. Comunque lo sono cosi, per spensieratezza naturale me ne rendo conto per esempio quando attraverso le strisce pedonali saltellando solo sul bianco… che chi sa cosa succede se pesto il nero. Sto diventando Vintage? È possibile anche se in realtà l’età non è importante a meno che tu non sia un formaggio o un buon whisky… o anche uno specchio… ecco quello invecchia che è un piacere. Lo vedevo anche stamani quando mi specchiavo.  Una amica per il compleanno mi ha regalato una crema per il viso: Disperat Têntatif di Lancôme… è un po' pessimista e materialista, ma giuro che la proverò.  In realtà io vorrei, vi prego di prendere nota: l’estate infinita della adolescenza (si p...

Sliding door

C’è un momento nel tempo che si fissa nella mia mente come un’istantanea sbiadita, scolpita tra le pieghe di anni consumati, in un luogo dove il passato si annida come polvere sotto il tappeto. Una porta si apre, il cigolio sommesso delle sue cerniere rompe il silenzio, e io esco, quasi trascinato fuori dal peso di una discussione che ha consumato le parole, lasciandole esauste. Mi chiudo quella stanza alle spalle e, insieme, mi chiudo alle spalle il tumulto di ciò che è stato detto e, ancor più, di ciò che non lo è stato. Ho ancora il respiro affannoso, come dopo una corsa in salita, il cuore in tumulto, un battito irregolare che pare chiedersi se sia la decisione giusta. Davanti a me la porta è di legno scuro, lucido, consumato, le sue venature marcate disegnano storie dimenticate, come le rughe su un volto antico. In quel legno si vede il passare del tempo, l’andare e venire di vite che vi si sono appoggiate, di mani che vi hanno lasciato segni sottili, quasi invisibili. Ciascun gra...

La festa al rione (carnevale).

Una sera al rione Darsena I rioni, così vivi, sono l’anima del nostro carnevale: musica, profumi, maschere e quel desiderio profondo di far festa. Tra tutte le sere, me ne restano impresse tre. Nulla di speciale... forse. La prima è una sera di molti anni fa, venticinque o forse di più. Ero un ragazzo, insieme agli amici di sempre, un gruppo enorme, rumoroso, euforico. Che emozione, quella folla di volti familiari! Il risotto di mare aveva un sapore indimenticabile, come lo erano i primi amori, ancora incerti e fragili. Mi piace? Gli piaccio? Quanti dubbi e quante insicurezze che sembravano così insormontabili. Le ragazze erano tutte belle, ma qualcuna di più… Le ricordo ancora, vestite da crostatine – un dettaglio che mi sfugge ormai, ma che resta vivido per quell’unico sguardo incrociato subito dopo. Tra mille occhi, uno solo, ed ecco un balzo al cuore. Solo un attimo, eppure impresso per sempre. Ricordo le risate, le bevute, gli abbracci sui marciapiedi, i momenti in cui ci si perde...

Non ci portare chiunque a vedere il mare.

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Non ci portare chiunque a vedere il mare, che è una cosa importante, non è mica una cosa da niente.  Andare con qualcuno a vedere il mare non è come andarsene al bar, o a vedere le vetrine dei negozi, a prendere un gelato, è veramente molto di più. A vedere il mare portaci quel qualcuno perfetto per condividere il silenzio, che è difficile trovarlo, ma se lo trovi non hai scampo,  lo vedi in un altro modo,  il silenzio e te ne innamori.  Portaci qualcuno con il quale non devi parlare per forza, perché il mare è un film muto che ti sorprende per i colori, per le sensazioni che ti provoca nello stomaco, e non tanto per i rumori delle onde, certo, anche. Ma quel che veramente vale, del mare, sono le sfumature. Come di ogni cosa bella, d'altronde.  Portaci chi è stato in grado di dimostrarti che tu vali molto più di quel che pensi, di quel che ti aspetteresti, qualcuno che faccia di te una priorità e non un passatempo, che riesca a sentire le tue...

Cosa ti rende felice

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Durante un seminario per matrimoni, hanno chiesto a una donna: - "Ti rende felice tuo marito? Veramente ti rende felice?" In quel momento il marito ha alzato  leggermente il collo in segno di sicurezza: sapeva che sua moglie avrebbe detto di sì, perché lei non si è mai lamentata durante il suo matrimonio. Tuttavia la moglie rispose con un sonoro: - "no... Non mi rende felice." Il marito la guardò con stupore, mentre la donna continuò il proprio discorso: - "non mi rende felice... Io sono felice!" Che io sia felice o no non dipende da lui, ma da me. Io sono l'unica persona da cui dipende la mia felicità. Mi accorgo di essere felice in ogni situazione e in ogni momento della mia vita, perché se la mia felicità dipendesse da qualche persona, cosa o circostanza sulla faccia di questa terra, sarei in guai seri. Tutto ciò che esiste in questa vita, cambia continuamente. L'essere umano, le ricchezze, il mio corpo, il clima, i piaceri, ecc. E così po...

Ricordi, pensieri e sentimenti

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Poco fa pensavo su su... ancora poco e anche questo Natale è andato. In realtà mi spiace sai, pensarla cosi. Forse ha ragione  Saint-Exupéry nel  "Il piccolo principe" ci irrigidiamo da adulti. Non vediamo più l'elefante mangiato dal serpente... lo scambiamo solo per un cappello.  Cosi il giorno di Natale mentre vagavo per la casa, ho incontrato lo spirito dei Natali passati. Ho visto mia nonna che cucinava il sugo... mia nonna era per le cotture lente cominciava a cucinare credo la settimana prima... ho sentito il profumo della colazione che si espandeva in tutta la casa... I regali, quanto aspettavo un pensierino per natale... quasi mai quello che volevo... allora non c'erano letterine e babbo natale credo si arrangiasse come poteva. Non ne ho mai fatto un dramma. Ho incontrato i Natali passati. Ho pianto un pochino... ma non ero triste. Ho capito che c'è tanto di noi che si perde in cose sintetiche...in frasi scontate, in discorsi di circostanza... ok va...