L’attesa
L’attesa
Ci sono attese che non fanno rumore.
Eppure ti spaccano dentro.
Restano accanto, mute,
come una mano invisibile sul petto.
Respiri piano,
quasi per non disturbare il tempo.
Guardi una porta.
Una luce bianca.
Un corridoio immobile.
Vorresti che tutto finisse.
Vorresti che nulla cambiasse.
E rimani lì,
in mezzo a queste due paure.
Ci sono momenti in cui l’attesa
non è speranza
e non è disperazione.
È una terra sospesa.
Un punto fragile della vita
in cui capisci che amare, a volte,
significa non poter fare niente.
Solo restare.
E allora tornano le parole.
Quelle dette male.
Quelle rimandate.
Quelle tenute in tasca per anni,
come se il tempo fosse infinito.
Ma il tempo, a un certo punto,
si stringe.
Diventa una stanza,
una sedia,
un corridoio troppo lungo,
un silenzio che pesa più di tutto.
Fuori qualcosa continua.
Ma non ti riguarda più.
Tu sei lì.
Con il cuore pieno
e le mani vuote.
A tenere accesa una piccola luce
mentre tutto intorno
sembra prepararsi al buio.
– Emanuel B

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