Lettera a me, dal mio futuro 20 anni dopo.
Caro Emanuel, ti scrivo dal futuro. Non ti preoccupare, non ti dirò cosa succederà. Alcune cose devi ancora viverle senza sapere come finiranno. Posso però dirti ciò che, guardandomi indietro, avrei voluto che qualcuno dicesse a te. La prima cosa è molto semplice. Non avere tutta questa fretta. Lo so che mentre leggi starai pensando che non hai fretta. Ti conosco. Dirai che sei semplicemente operativo. Che ci sono cose da fare. Telefonate. Clienti. Scadenze. Famiglia. Problemi. Lo dicevo anch’io. Ma adesso so che avevamo fretta. Non di arrivare da qualche parte. Avevamo fretta di sistemare tutto. E ti devo dare una notizia: non ci riuscirai. Nessuno ci riesce. Ci sarà sempre una pratica aperta. Una cosa da comprare. Una decisione da prendere. Qualcuno che ha bisogno di te. Per anni penserai: “Appena sistemo questa cosa, mi godo un po’ la vita.” E poi ne arriverà un’altra. Quindi ascoltami. La vita non comincia dopo che avrai sistemato tutto. Era già cominciata. È quella telefonata che ...