Ciao papà
Spesso immaginiamo il dolore e la felicità come due estremi opposti. Come se, quando finisce l’uno, potesse cominciare l’altra. Oggi, guardando il vuoto che papà ha lasciato, ho capito che non è così. La felicità e il dolore non sono davvero contrari. Possono perfino abitare lo stesso ricordo: possiamo sorridere pensando a ciò che abbiamo vissuto e, nello stesso istante, sentire una ferita profondissima. Il vero confine non è tra la felicità e il dolore. È tra il dolore e l’assenza. Perché il dolore, per quanto terribile, è ancora una forma di presenza. È la prova che qualcuno ha abitato profondamente la nostra vita. L’assenza, invece, è il vuoto lasciato da una presenza che non possiamo più raggiungere. Ed è forse per questo che la morte ci spaventa così tanto. Non soltanto perché interrompe una vita, ma perché lascia stanze vuote dentro chi rimane. Saranno le abitudini che continueremo quasi per inerzia. I messaggi che non gli scriveremo più. La sua sedia a tavola. ...